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“Tutto in 50 Giorni. Contador gira un film mai visto”: questo il titolo de La Gazzetta dello Sport. Una frase che sintetizzal’impresa di Contador, dopo la caduta che l’ha costretto al ritiro dal Tour de France, e alla successiva batosta morale dal sentirsi forte e in gran forma al ritrovarsi sul letto di un ospedale.
Il buon senso e i medici l’avevano portato ad annunciare la non partecipazione alla Vuelta de Espana, a causa della microfrattura al ginocchio e allo stop che avrebbe vanificato mesi e mesi di allenamento. Il finale del film non aveva fatto i conti con il carattere di Alberto, che ne sta riscrivendo il secondo tempo. Aveva fatto capire di esserci già sulle prime tappe impegnative della Vuelta, guadagnando posizioni interessanti in classifica. Ieri la stoccata della cronometro, nella quale ha raggiunto un’ottima quarta posizione dietro specialisti come Tony Martini e Fabian Cancellara, e ha inflitto distacchi ragguardevoli ai diretti avversari, guadagnando una maglia da leader di un rosso pieno di significati per Contador.